Emilio García Duarte: il Betis mette il tifoso al centro
Il direttore business del Real Betis, ex NBA, spiega come il club curi il supporter e usi i dati per crescere.
Emilio García Duarte, direttore di Negozio del Real Betis, è arrivato al club a aprile 2025 dopo 15 anni in NBA. In un’intervista a MARCA, racconta che il suo trasferimento coincide con un momento “di doppia soddisfazione”: risultati sportivi positivi e anche un miglioramento sul fronte commerciale.
Dal modello NBA al Betis
García Duarte confronta i due mondi. A suo dire, in NBA il rapporto con il tifoso viene monetizzato in modo più deciso, anche grazie a metriche come il “valore economico vitale”, cioè quanto denaro viene speso nel corso dell’anno da chi segue una squadra o una lega. Nel calcio, invece, sostiene che in genere la priorità è la soddisfazione dell’adepto, spesso anche prima di massimizzare i margini.
Secondo lui, nel basket USA i club funzionano come marchi globali, quindi l’obiettivo non è solo l’utenza locale ma anche quella internazionale. Questo può far perdere identità e legame con la comunità. “Qui non succede così tanto”, aggiunge, dicendo che prova a rafforzare la visione internazionale del brand senza dimenticare che il centro della sua attività resta il tifoso locale.
Abbonamenti, sconti e appartenenza
Sul piano dei numeri, il dirigente sottolinea che il Betis conta 99.000 soci: alcuni con posto e altri con una quota più piccola. Menziona anche il prodotto 'Soy Betico Digital', che non prevede pagamento, utile per costruire una base di sostenitori.
C’è poi la parte più sociale: il 40% degli abbonamenti è scontato per categorie come ragazzi e giovani, over 65, persone con disabilità pari o superiore al 33%, disoccupati o chi rientra in soglie reddituali sotto 16.500 euro lordi annui. García Duarte cita anche cessioni di abbonamento e upgrade che permettono di passare dall’abbonamento junior a quello adulto a un costo “modesto”.
In chiusura, il direttore mette l’accento sull’affetto molto radicato: qualsiasi notizia, dice, “oltrepassa i confini della città”. MARCA riporta che per lui questo valore serve sia a creare brand sia a fare business mantenendo l’identità del club.
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