Khaldoon al-Mubarak nel mirino: le accuse UEFA del City e lo spettro vendita
Il presidente del City potrebbe cambiare rotta: se l’appello fallisse, si parla di vendere il club.
Manchester City e Khaldoon al-Mubarak vivono un momento delicato dopo le accuse UEFA, con il club ancora impegnato nella propria difesa. Il legale dei Citizens, Simon Cliff, sostiene che al-Mubarak abbia dettato una linea aggressiva e di scontro già dalla prima contestazione europea del 2014.
Il tono della battaglia
Secondo Cliff, citando documenti trapelati pubblicati per primi da Der Spiegel, al-Mubarak avrebbe dichiarato che preferiva spendere 30 milioni di sterline per i migliori 50 avvocati e fare causa alla UEFA per dieci anni piuttosto che accettare una penalità economica. Allora City e Paris Saint-Germain hanno però fatto marcia indietro: multa contenuta e limitazioni minori sul mercato.
La vendita in caso di sconfitta del ricorso
La chiave ora è l’appello contro il verdetto di una commissione indipendente che avrebbe individuato “più violazioni” delle norme finanziarie. Se il City dovesse perdere quel ricorso, al-Mubarak potrebbe essere chiamato a organizzare la vendita del club, come riporta The Guardian.
Christopher Davidson, autore di Abu Dhabi, Oil and Beyond, ritiene che dopo un esito negativo diventi difficile restare e ricostruire la reputazione, parlando di una possibile ritirata “silenziosa”. In giugno, al-Mubarak aveva detto che “queste gemme non si vendono”, con l’intenzione di continuare a crescere.
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