Oliver Glasner chiede di chiudere subito il caso City e teme danni alla Premier
L’allenatore del Nottingham Forest avverte: la sentenza per “sham contracts” ha già colpito l’immagine globale della Premier.
Oliver Glasner, allenatore del Nottingham Forest, chiede che il caso Manchester City venga chiuso “il prima possibile” dopo il verdetto che ha giudicato colpevoli i “sham contracts”. Il tecnico teme che i danni del procedimento stiano arrivando ben oltre i confini inglesi.
Glasner sostiene che la decisione abbia danneggiato il brand della Premier League a livello globale e che la competizione debba “aggiustare” la propria immagine. Avvisa anche che i tifosi potrebbero “spegnersi” se non riusciranno più a fidarsi del torneo, dopo la scoperta di un’inflazione artificiale dei ricavi per oltre 900 milioni di sterline.
Prima l’integrità
Il Manchester City ha presentato appello contro la decisione della scorsa settimana della commissione indipendente. Glasner insiste sulla necessità di chiudere presto per proteggere l’integrità del campionato, ricordando che, se il ricorso fallisse, il panel potrebbe decidere sanzioni sportive tra cui esclusione e penalizzazione di punti.
Il riferimento del tecnico è il caso vissuto al Crystal Palace: ai tempi del TAS il processo si è trascinato, con l’incertezza su Europa League o Conference League, finché il verdetto finale è arrivato 10 giorni prima dell’inizio della Conference League. “Ecco perché penso che debba essere completato il prima possibile”, ha detto.
Nel frattempo, Unai Emery, dell’Aston Villa, è stato il primo tecnico della Premier a parlare del caso City, spiegando che, se anche altri club avessero gonfiato artificialmente i ricavi, ci sarebbe “ovviamente” un danno. Il City intanto nega ogni illecito e afferma di aver depositato formalmente l’appello l’ultimo giovedì, sostenendo che la decisione contenga errori di diritto e di fatto.
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