Paul Cooke (FAI) avverte: possibili sanzioni se l’Irlanda non avesse giocato
Secondo Paul Cooke, la Repubblica d’Irlanda rischiava sanzioni “indeterminate” nella Nations League contro Israele.
La FAI, tramite il presidente Paul Cooke, ha spiegato che la Repubblica d’Irlanda avrebbe potuto affrontare sanzioni “indeterminate” se non avesse disputato la gara di Nations League contro Israele della domenica in Ungheria. La squadra ha vinto 3-0 a Debrecen con segnali di protesta: niente strette di mano tra i giocatori e il gruppo irlandese con il capo chino durante l’inno israeliano.
Cooke ha aggiunto che, oltre alle punizioni standard per non rispettare una sfida, esistevano anche possibili “extras” non definiti. Interrogato su un’eventuale minaccia di ulteriori sanzioni da parte della Uefa, ha detto che “le regole sono chiare”, ma che poi dipende da quali misure la Uefa deciderà di applicare.
Protesta e via libera al match
La polemica nasce dal sorteggio di febbraio: le due partite in programma, in sedi neutrali, avevano acceso contestazioni legate alla campagna “Stop The Game”. Sabato mattina c’era incertezza dopo il ritiro dal match del portiere Gavin Bazunu in segno di protesta, mentre altri avevano manifestato timori. La FAI ha poi confermato che il voto dei giocatori ha ottenuto “una maggioranza significativa” per giocare. Il ritorno si giocherà il 4 ottobre a Backa Topola, in Serbia.
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