Sergio Carranza spiega perché Real Madrid-Sevilla non ebbe replay
Nella vittoria 4-1 di domenica, Carranza difende la “decisione editoriale” dopo un possibile fallo di Konaté e il caso Arda Güler.
Il discusso Real Madrid-Sevilla (4-1) di domenica scorsa continua a far discutere per due episodi: la mancata espulsione di Arda Güler per un presunto colpo a Peque quando il match era ancora sullo 0-0 e una possibile infrazione di Konaté su Ure prima del secondo gol, segnato da Kylian Mbappé, come riferito da Mundo Deportivo.
La chiave: regia e pallone
Nel programma ‘El Partidazo de COPE’, Sergio Carranza, responsabile della regia di LaLiga, ha spiegato che la partita è stata coperta da 26 camere, con 15 pensate per i piani ravvicinati. Secondo lui, tutte puntano soprattutto a seguire il pallone: per l’azione di Güler ha detto che “il pallone è a 30 metri, almeno, dalla circostanza contestata”.
Alla domanda se si potesse valutare una ripetizione, Carranza ha risposto che “si poteva considerare di dare quella ripetizione”, ma che in quel momento “si è deciso di non farla e di dare il gol”, perché si ritenne che l’arbitro avesse già risolto.
“Se VAR ferma, la controlliamo”
Sull’episodio di Konaté ha ribadito che la scelta di ripetizioni e contenuti spetta alla regia: se il VAR avesse fermato la partita per controllare, “l’avremmo visto e l’avremmo cercato”.
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