Davinchi torna a chiedere giustizia per l’incidente di Adamuz
Il giocatore del Getafe, Davinchi, otto mesi dopo la tragedia, chiede responsabilità e la dimissione di Óscar Puente, secondo Sport.
Davinchi, giocatore del Getafe, è tornato a parlare dell’incidente ferroviario di Adamuz a otto mesi dalla tragedia. Secondo Sport, l’attaccante — 18 anni — ha perso suo padre, David Cordón, nel sinistro che ha causato 46 vittime e 152 persone ferite.
Giustizia, non solo parole
Attraverso i suoi social, il calciatore ha espresso ancora una volta dolore e tristezza, rifiutando l’idea di compensazioni economiche o messaggi istituzionali come risposta sufficiente. Sport riferisce che Davinchi chiede responsabilità e che si faccino chiarezza sulle circostanze di quanto accaduto.
Il messaggio a Óscar Puente
Nel post, Davinchi ha rivolto il suo attacco al ministro dei Trasporti, Óscar Puente, chiedendone pubblicamente le dimissioni. Sport riporta le frasi della pubblicazione, in cui il giovane sostiene che “non ci basta il denaro” e che “le parole vuote senza conseguenze reali” non sono accettabili. Il messaggio si chiude con l’esortazione: “Dimettiti già, assassino Óscar Puente”, accompagnata da una foto dell’infanzia con suo padre.
Intanto l’indagine sull’accaduto prosegue. Sport scrive che, a settembre, un rapporto della Guardia Civil aveva segnalato tra le anomalie principali una frattura localizzata in una saldatura che univa due tratti di binario con età diversa. Il documento è stato inviato al tribunale competente, ma resta da stabilire fino a che punto questi elementi avranno riscontri tecnici e giudiziari.
Per Davinchi la tragedia ha avuto anche una dimensione personale: suo padre era arrivato a Madrid per accompagnarlo e assistere a una partita prima di tornare in Andalusia. Otto mesi dopo, il ricordo di David Cordón resta centrale nella sua vita mentre continua la carriera con il Getafe, conclude Sport.
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